Con l’entrata in vigore del decreto sulla trasparenza salariale, per aziende e lavoratori sono previste importanti novità.
Oltre alle nuove regole sugli stipendi bassi, la materia in questione si è aggiornata in maniera ulteriore. E lo ha fatto grazie all’entrata in vigore del nuovo decreto sulla trasparenza salariale. Come riporta Sky Tg 24, si tratta di un’introduzione recente, risalente allo scorso 7 giugno.
La parità retributiva viene inoltre trattata all’interno della direttiva Ue 2023/970. La quale è valida sia per le imprese, che per i lavoratori. Essendo un’introduzione a tutti gli effetti, comporta una lunga serie di novità per le categorie interessate.

Trasparenza salariale: le novità in arrivo
Una novità piuttosto importante, implica che ai candidati in fase di colloquio non possono essere richieste informazioni sulle retribuzioni percepite nei precedenti rapporti di lavoro. Il datore di lavoro dovrà, di conseguenza, indicare il livello di inquadramento contrattuale e la retribuzione prevista.
Seppur nel rispetto della privacy, i lavoratori potranno invece richiedere informazioni sui livelli retributivi medi. La richiesta in questione potrà tuttavia essere presentata una volta l’anno, e il datore di lavoro dovrà fornire una risposta entro due mesi.
Le informazioni accessibili ai lavoratori riguardano tuttavia dei dati aggregati, i quali fanno riferimento a delle retribuzioni lorde. Gli obblighi di cui sopra riguarderanno una sola macro categoria: le aziende con oltre 100 dipendenti.
Aggiornamenti sui divari salariali
Una delle novità principali introdotte di recente, riguarda i divari salariali. Nel caso in cui emerga un gap di retribuzione pari o superiore al 5%, e nel caso in cui questo divario non possa essere giustificabile in alcun modo, dovrà essere avviata una valutazione congiunta con i sindacati.
E se l’intervento degli organi sindacali di rappresentanza non dovesse essere sufficiente, si passerà alla fase successiva. Ovvero, il coinvolgimento diretto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per apportare delle misure correttive.